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Bologna, c'è un messaggio per te!
Bologna è un luogo bellissimo che merita impegno e coscienza civile.
In troppi praticano lo sport del lamento. Il più facile e inutile degli sport. Non è che manchino i motivi per farlo. I segni di degrado li vedono tutti. E anche i segni di una fatica a tirare avanti decorosamente da parte di tanti. Eppure in molti c’è una sorta di colpevole languore, una soddisfazione mista a inerzia che fa danni come e più della sciatteria e della maleducazione troppo spesso tollerata nelle strade. Bologna merita di più.
Noi siamo solo un gruppo di quarantenni, ci siamo presi un po’ sul serio e un po’ sul ridere e abbiamo detto: facciamo un passo avanti, mentre in troppi fanno un passo indietro.
Siamo impegnati in vari settori del lavoro, della cultura e dell’impresa. Veniamo da storie diverse, ma abbiamo in comune una generazionale voglia di fare, e la coscienza che assumersi responsabilità e costruire è una faccenda che viene prima della richiesta che qualcun altro ci pensi per noi.
Abbiamo anche girato il mondo e ci pare che Bologna sia un posto bellissimo dove vivere, dove far crescere i nostri figli. E dove vorremmo immaginare un futuro segnato da meno lamenti e da più desiderio di tentare. Non ci fa paura il futuro, e il passato non è un “luogo mitico”, ma un posto dove trovare benzina per idee e decisioni. Il presente è l’avventura che ci interessa.
Le condizioni non sono facili. Bologna non è un’isola e qui ci sono molte delle contraddizioni e dei problemi che le sono tutto intorno. Però noi qui ci scommettiamo. Ci sono potenzialità da sviluppare, sacrifici da fare (tutti). E un cambio di marcia da effettuare.
Non stiamo sognando un mondo che non c’è, né una Bologna rose e fiori. Però negli ambiti del nostro lavoro e delle amicizie troviamo in molti casi gli esempi e le tracce di una città possibile, operativa e solidale. Che chiede spazio e ha energie in serbo per una città che al pari di tante sue “colleghe” europee che sia bella e divertente, meno segnata da luoghi comuni e con più sorprese.
Ringiovanita nelle idee, nei modi e nei linguaggi, meno succube di ritualità un po’ chiusa su se stessa e vecchia. Ad esempio è ormai giunto a livelli di guardia il distacco che si avverte tra un modo di pensare la politica come se fosse il centro della vita cittadina –con competenze, schemi di relazione e modi di comunicarsi ormai superati- e certe esigenze di una città moderna. Crediamo che per questo occorra un cambio di stagione.
Esporremo alcune idee, a disposizione di chi le voglia criticare o condividere. Parleremo a tutti. In particolare ci stanno a cuore i temi della demografia, dell’educazione e del proficuo rapporto tra interessi privati, dei corpi sociali e del ruolo delle Istituzioni. Ci interessa un’idea più moderna di laicità. Crediamo nella democrazia, in quella reale, che non ha paura del confronto anche duro tra idee diverse ma che è tesa a cercare le soluzioni migliori, non le rendite di posizione.
Ai partiti chiediamo di fare il loro mestiere. Agli amministratori il loro.
Noi, non ci tiriamo più indietro.
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